ARCHIVI VIVENTI

Il progetto

Archivi viventi

Autrici e autori della danza italiana degli anni Ottanta

di Laura Delfini

 

Mi piace iniziare citando il titolo di un libro di Luis Sepúlveda, Raccontare è resistere.

Penso agli artisti di danza italiani degli anni Ottanta come persone resistenti, combattenti: perseveranti, ricercatori, capaci di mantenersi aperti anche in condizioni difficili.

Archivi viventi è nato per gioco durante il primo lockdown assieme a Claudia Monti, Giovanna Summo e Ian Sutton. Il progetto è andato avanti trovando una sua identità anche per merito dei dialoghi intercorsi tra me e i tre artisti; il loro contributo è stato determinante e mi è servito a ri-orientare più volte il pensiero.

Si tratta di un progetto che, da una parte ha l’obiettivo di arginare la perdita di memoria del patrimonio della danza di ricerca italiana degli anni Ottanta, dall’altra ne vuole immaginare una raccolta che risulti interessante e ricevibile.

La definizione deficit identitario ritrovata in una recente lettura ha sollecitato il mio interesse; mi ha ricordato -e confermato- quanto il tema della fragilità identitaria sia un leit motiv della cultura coreutica italiana, lo stesso che nel 1993 mi portò a raccogliere in un volume dal titolo Coreografie contemporanee le schede delle coreografie di un notevole numero di autrici e autori di danza di allora.

Al deficit identitario è certamente connesso un deficit di memoria a cui possiamo aggiungere l’idea di deficit di narrazione (citando Oscar Farinetti che, sull’insufficiente diffusione della produzione agro-alimentare italiana nel mondo, ha messo in connessione questo tema con una scarsa capacità di saperne raccontare).

Durante il periodo di ‘gestazione’ ho cominciato ad immaginare processi di lavoro stimolanti che potessero condurre a prodotti creativi, dinamici, fruibili della storia e delle tante storie individuali e dei piccoli gruppi, conosciute da pochi, spesso solamente dai contemporanei più o meno coetanei degli artisti stessi.

Ho individuato alcuni punti che contribuiscono a disegnare l’orizzonte di riferimento di questo progetto: alcuni spunti dalla microstoria, altri dalla public history e, infine, dall’esperienza delle human libraries.

Dalla microstoria ricevo l’attenzione ai piccoli eventi, ai particolari, come anche l’utilizzo dell’aneddotica con la sua forte potenzialità divulgativa. Ogni racconto una piccola fetta di storia, una zoomata in un evento, un fatto, un’esperienza, una pratica di danza.

Dalla public history, l’idea di far conoscere la storia a un pubblico più vasto e non specialistico; in generale, il perseguire pratiche storiche alternative.

Infine, dall’esperienza della human library l’idea che, poiché una persona è portatrice di storia, per merito delle sue esperienze di vita, si possa fare archivio. La narrazione contribuisce a smontare i pregiudizi che si creano attorno a ciò che non si conosce.

Su queste ispirazioni è nato Archivi viventi che vede gli artisti di danza attivi durante gli anni Ottanta in Italia, impegnati in prima persona nel racconto; storie individuali e-o di piccoli gruppi incentrate sulle esperienze di danza di quegli anni. Sullo sfondo possono affiorare le vicende di grandi avvenimenti.

 

Il progetto prevede una parte di preparazione e prove curata da Laura Delfini che accompagnerà gli artisti nell’individuazione e nella scelta delle narrazioni attorno ad alcuni temi individuati:

• le pratiche

• gli spazi performativi

• i luoghi di studio

• il corpo

• i temi coreografici

• le metodologie

• le coreografie

 

Si realizzerà, quindi, un momento performativo dal vivo. Gli artisti proporranno al pubblico i loro racconti sostenuti dai materiali fotografici, i video, i brani di repertorio.

 

(Riguardo il progetto si suggerisce la lettura di "Essere nella danza", intervista a Laura Delfini di Paolo Ruffini, Maggio 2021)

 

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LAURA DELFINI (M.A.D.S.).

Insegnante e studiosa del movimento e della danza nella visione labaniana. Esperta della comunicazione interpersonale e dei processi relazionali.

Ha studiato la danza classica sin dai cinque anni al Centro Danza Mimma Testa di Roma; successivamente la tecnica Graham presso il Centro Professionale di Danza Contemporanea con Elsa Piperno e Joseph Fontano. Ha cominciato a insegnare a 21 anni (balletto e tecnica Graham). A 25 anni si è trasferita al Laban di Londra dove è rimasta a studiare fino al 1992. Gli studi labaniani sono stati una rivelazione, un innamoramento e un’immersione.Dal ritorno in Italia ha insegnato coreologia labaniana, improvvisazione e composizione, sempre incoraggiando i partecipanti alle lezioni a sviluppare le proprie capacità creative.

Per venti anni circa ha tenuto laboratori di danza educativa nelle scuole pubbliche, lavorando in scuole di territori ‘difficili’ romani (Tor Bella Monaca, Via della Pisana), come anche nell’ambito della sezione ‘Arti e spettacolo’ del Liceo Lucrezio Caro di Roma. Sono stati anni molto intensi durante i quali ha coniugato l’arte della danza e della creatività con l’impegno sociale. Ha insegnato a moltissimi bambini e ragazzi dai tre ai diciotto anni. Energia, emozioni, relazioni forti, importanti.

Continuativamente dal 1999 è docente di analisi del movimento nell’eredità labaniana e, più recentemente, anche di comunicazione interpersonale del Corso per Danzeducatore® dell’Associazione Mousiké di Bologna; come anche dal 2012 insegna analisi e osservazione del movimento secondo i principi di Rudolf Laban nel corso di formazione in pedagogia del movimento La danza va a scuola dell’Associazione Choronde Progetto Educativo, Roma. Da cinque anni circa cura percorsi laboratoriali di improvvisazione e composizione per gruppi intergenerazionali e per over 60.

Ha curato diverse attività culturali (convegni, interviste, presentazioni, tutoraggi) nell’ambito del mondo della danza d’autore e della danza educativa e di comunità. Ha collaborato con università italiane e centri di danza italiani e stranieri. Ha scritto diversi articoli e curato pubblicazioni e convegni. È membro del comitato direttivo della DES Associazione Nazionale Danza Educazione Società.

Oggi è interessata alla danza come realtà concreta di condivisione collettiva, come luogo di espressione individuale e come ambiente ‘narrativo’ di sé.

Impro&Co. è il nome che ha dato ai suoi corsi di improvvisazione e composizione negli ultimi anni.  È un’abbreviazione e, allo stesso tempo, un richiamo al senso di appartenenza che si costruisce in una compagnia. Non è un’associazione, non è un marchio, è una definizione che identifica una visione, un modo di lavorare e un interesse -quasi esclusivo- nei confronti della ricerca e dell’improvvisazione.

Tuscania

Grazie all’ospitalità e all’organizzazione di Vera Stasi, il gruppo di artisti della danza composto da Alessandro Certini, Claudia Monti, Giovanna Summo, Ian Sutton e Teri Jeanette Weikel, accompagnato dalla curatrice del progetto Laura Delfini e dalla giovane studiosa e danzatrice Maria Elena Curzi, si incontrerà al Supercinema di Tuscania (VT) dal 23 al 26 agosto 2021.

Per tutto il gruppo saranno giornate di re-individuazione di memorie e di ricerca delle migliori forme di condivisione. L’apertura al pubblico durante la giornata del 26 agosto rappresenterà una prima tappa conclusiva del percorso.

 

Archivi Viventi, che sarà anche inserito nel progetto Cosmonauti dall’1 al 5 settembre a Tuscania (VT), si svolgerà all'interno del programma di Promozione TUSCANIA DANZA 2021 / PROGETTI PER LA SCENA con il sostegno del Mic e il contributo della Fondazione Carivit.

 

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MARIA ELENA CURZI

Si specializza in danza contemporanea e metodi di ricerca al Duncan 3.0 di Roma. Laureata al DAMS dell’Università Roma Tre (relatrice Concetta Lo Iacono), è diplomata al Biennio Compositivo dell’Accademia Nazionale di Danza con lode (relatrice Teri Jeanette Weikel). Danzatrice e performer per molti artisti, tra i quali Benedetta Capanna, Kazuko Miyamoto, Hugo Verlinde. Collabora in concerti di improvvisazione con diversi musicisti, tra i quali Roberto Bellatalla, Oriol Saladrigues, Molotoy. Lavora come coreografa con Artenne, M.Th.I., Fondazione Teatro Palladium e, dal 2011 al 2017, in Italia e all’estero con Luogocomune Danza, sostenuto da CON.COR.D.A. Consorzio Coreografi Danza D'Autore.

Dal 2017 è promotrice del progetto SìR-Sharing in Roma, incontri peer to peer di scambio di conoscenze, pratiche e percorsi artistici, in rete con altre realtà simili in Italia.  Nel 2019 riceve una borsa a sostegno della sua ricerca coreografica in Svezia dalla Fondazione Lerici, in connessione con DOCH e Ballettakademien, e inizia a collaborare con la Compagnia Gruppo E-Motion. Da sempre interessata ai diversi approcci somatici e alla trasmissione e condivisione di conoscenze, conduce corsi e laboratori di danza e movimento all'interno di istituzioni pubbliche e private.

Roma

A Roma Archivi Viventi sarà ospitato da Ostudio e programmato in un duplice appuntamento: il 12 settembre e il 10 ottobre. Sin dalla sua apertura nel 2020 Ostudio si è caratterizzato come spazio indipendente e vitale di coabitazione artistica e che ospita residenze, workshop e aperture pubbliche parallelamente alle attività di ricerca dei suoi soci fondatori.

Il primo appuntamento sarà ospitato nell’ambito della prima edizione del progetto Interazioni curato da Salvo Lombardo / Chiasma, che si svolgerà dal 7 al 12 settembre 2021 tra il Parco Sangalli e Ostudio, entrambi nel quartiere Torpignattara. 

Interazioni si articola in un fitto programma di pratiche e momenti di approfondimento teorico rivolti ad un pubblico eterogeneo, specialistico e non. Il claim di questa edizione del progetto sarà la reciprocità dello sguardo. Il progetto, ideato in sinergia con Resurface Festival, nasce dal desiderio degli artisti e delle artiste della compagnia Chiasma, di favorire modalità di ricerca e di interazione porose e intersoggettive, rivolte ad un orizzonte pubblico e in grado di porre domande sulle rispettive pratiche e dinamiche produttive in una prospettiva di co-response-ability e di favorire modalità di dialogo peer to peer che de-potenzino l’aura del pensiero unico e le sue dinamiche di potere.

Tutti gli appuntamenti del progetto partono dal desiderio di generare un ambiente di conoscenza e di condivisione di pratiche e di pensieri il più possibile ‘incarnati’ e ‘affettivi’. 

Continuando lungo la linea del dialogo, il secondo appuntamento di Archivi Viventi prevede come spettatori attivi un gruppo di partecipanti del progetto Sìr, Sharing in Roma.

Modena

Archivi Viventi sarà ospite di Drama Teatro a Modena nell’ambito della terza edizione del Cinedanza Festival.

 

Sarà presente in due appuntamenti.

Domenica 17 ottobre Laura Delfini e Teri Weikel presenteranno il progetto all’interno della serata di pre-festival di Cinedanza. A seguire verrà proiettato un documentario sugli anni Ottanta, scelto in collaborazione con il Via Emilia Doc Fest.

Il secondo appuntamento è previsto per venerdì 22 ottobre. Dopo la proiezione dei primi 5 film in gara del festival Cinedanza (19.30) e un buffet (20.00), alle 21.00 si potrà assistere ad Archivi Viventi con Alessandro Certini, Claudia Monti, Giovanna Summo, Ian Sutton, Teri Weikel.